Come cambia il giardino col cambio climatico, la vivaista: "Evitate i pini e rispettate le radici"

Le violente raffiche di vento di venerdì, piombata all'improvviso in città, spezzando alberi, scoperchiando tettoie instabili e rovesciando vasi dai terrazzi

Le violente raffiche di vento di venerdì, piombate all'improvviso in città, spezzando alberi, scoperchiando tettoie instabili e rovesciando vasi dai terrazzi, ha lasciato qualche strascico in città. Gli operatori del verde sono all'opera per ripristinare la situazione con gru, camioncini e cesoie, ma, soprattutto, per prevenire eventuali problemi dovuti a un evento meteorologico di simile intensità. Ormai, purtroppo, ci stiamo abituando al fatto che l'intensità dei fenomeni meteorologici sia talmente violenta da provocare danni seri, pensiamo solo alla grandinata che circa un mese fa ha mandato in frantumi centinaia di vetri d'auto e di pannelli solari.

Per quanto riguarda le raffiche di vento, invece, i principali protagonisti sono gli alberi. Alberi con radici poco profonde, alberelli sottili, alberi poco sfoltiti e che quindi hanno una superficie di carico del vento maggiore, alberi con un ancoraggio malmesso che, pur essendo apparentemente sani, a una ventata più forte si spezzano andando a finire addosso a cose, o peggio ancora a persone.  "Innanzitutto il clima sta cambiando e noi dobbiamo adeguarci. Poi non c'è molta educazione nella potatura delle piante - spiega Anna, titolare del vivaio Battistini di Cesena - C'è un fai da te che, a lungo andare, può provocare problemi. Negli ultimi anni, secondo me, la manutenzione del verde in generale, è stata un po' trascurata. Chi ha delle piante nello spazio condominiale o nel giardino deve pensare di gestirle al meglio: un albero non va solo piantato, va gestito e mantenuto. Eppoi magari arrivano i lavori alle tubazioni e si taglia una radice, poi arrivano quelli che installano la fibra e ne tagliano un altro pezzetto, gli alberi così soffrono e avrebbero bisogno di ripristinare l'ancoraggio con pali o aiuti esterni. Sono organismi delicati che, in alcune condizioni particolari, possono diventare anche nostri nemici". 

A fronte di questo cambiamento climatico e dei sempre più bruschi eventi meteorologici quali piante consiglierebbe di piantare in un giardino o in un parco? "Innanzitutto va valutata la zona in cui bisogna piantarle. In linea generale eliminerei assolutamente il pino come tutte le piante sempreverdi. Sopportano malissimo le potature e quindi vanno lasciate così come vengono e alla fine, se nevica, per esempio, si caricano moltissimo e poi crollano. O se tira vento hanno una gran superficie nella parte alta e un ancoraggio al terreno non sufficiente. Insomma non sono le piante ideali per sopportare al meglio le trombe d'aria. Vanno molto bene, invece, le querce, il tiglio e le celtis australis perché hanno un ottimo apparato radicale". 

In più ci sono anche le beghe legali. Se ho una pianta nel giardino e, per colpa del vento, si abbatte sull'auto del vicino cosa devo fare?  "La responsabilità, ovviamente, è di chi ha la pianta in custodia - spiega un avvocato civilista - può essere sia un privato che un condominio oppure il Comune. Da questa responsabilità ci si toglie solo se viene provata l'eccezionalità dell'evento. Ma ormai con il cambio climatico e il succedersi sempre più frequente di questi eventi violenti, non si può più parlare di eccezionalità. Fondamentale è fare manutenzione, valutare il pericolo ma soprattutto assicurarsi". 

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