Il settore del benessere verso la "fase 2", Confartigianato: "Rivolgersi solo a parrucchieri ed estetisti di fiducia"

Argomenta Valenti: "Confartigianato Benessere, che rappresenta i saloni di acconciatura e i centri estetici, ha stilato un codice di autoregolamentazione per consentire alle imprese di riaprire al più presto l’attività

La Confartigianato di Forlì torna nuovamente a denunciare il problema dell'abusivismo, che sta danneggiando gli operatori del comparto benessere, i quali, nel rispetto della normativa, hanno sospeso l’attività a seguito del decreto di inizio marzo.  Il segretario Marco Valenti sintetizza la situazione: "Riceviamo continuamente segnalazioni di imprenditori, giustamente amareggiati, nel verificare la crescita esponenziale di soggetti che si propongono, anche sui social, per effettuare trattamenti estetici. È non è solo una percezione, i dati del nostro ufficio studi confermano che il lockdown ha provocato un aumento degli abusivi nei settori dell'acconciatura e dell'estetica".

Secondo i dati di Confartigianato il tasso di irregolarità in questi comparti è del 26,3%, rispetto alla media del 15,5% del lavoro irregolare nel totale delle attività economiche. Si tratta di soggetti che si improvvisano parrucchieri ed estetisti pur essendo privi di requisiti professionali e ignorando le norme di sicurezza per poter svolgere l’attività. Continua Valenti: "Vogliamo tenere alta l’attenzione su questo fenomeno, che, oltre a rappresentare una forma di concorrenza sleale nei confronti degli imprenditori regolari, doppiamente odiosa in questa fase di emergenza sanitaria, costituisce un pericolo per la salute delle persone".

Rivolgersi a un abusivo non è solo un reato, ma può compromettere la salute dell’utente e non solo per il rischio di contrarre il Covid-19.
Senza dimenticare il danno economico. Il segretario chiarisce che l’effetto combinato di mancati ricavi a causa della chiusura e abusivismo causerà alle imprese di acconciatura e di estetica una perdita economica di 1.078 milioni di euro nei mesi di marzo, aprile e maggio, pari al 18,1% del fatturato annuo. Pesanti anche le ripercussioni sull’occupazione: i mancati ricavi, infatti, mettono a rischio il lavoro di 49 mila addetti del settore. Argomenta Valenti: "Confartigianato Benessere, che rappresenta i saloni di acconciatura e i centri estetici, ha stilato un codice di autoregolamentazione per consentire alle imprese di riaprire al più presto l’attività, garantendo la sicurezza dei clienti, degli stessi imprenditori e dei loro dipendenti. Si tratta di misure organizzative e igienico-sanitarie che integrano sia le disposizioni emanate dal Governo per il contenimento del Covid-19 sia quanto già previsto dalle leggi di settore e dai Regolamenti regionali e comunali":

Conclude Valenti: "Le condizioni indicate da Confartigianato Benessere prevedono, tra l’altro lo svolgimento delle attività esclusivamente su appuntamento, il distanziamento delle postazioni, meccanismi di rotazione della clientela per limitarne la permanenza nei centri, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, sanificazione degli ambienti. Tutto per garantire la salute dell’utente. Chiediamo ai consumatori di avere pazienza e di rivolgersi unicamente a parrucchieri ed estetisti di fiducia, molti dei quali sono attivi per consegnare prodotti a domicilio, con le corrette istruzioni per trattamenti fai da te, in attesa di ritrovarsi in salone, non appena superata l’emergenza".

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