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Roberto Paci D'Alò al San Domenico con la performance "Niggunim"

Venerdì 18 maggio la Chiesa di San Giacomo nel complesso del San Domenico ospiterà “Niggunim”, performance dell'artista Roberto Paci Dalò in ricordo del Congresso ebraico di Forlì, importante raduno di delegati di comunità ebraiche di varie città del centro e del nord della penisola italiana che si tenne nel maggio 1418. Esattamente 600 anni dopo, l'artista in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura del Comune di Forlì propone una performance appositamente creata per l'occasione. Niggunim si intrecciano con live electronics moltiplicando così un unico strumento (il clarinetto) per trasformarlo in polifonie rieccheggianti negli spazi mirabili del San Giacomo.
L'importante congresso, che vide la presenza dei delegati delle comunità ebraiche di Padova, di Ferrara, di Bologna, delle città della Romagna e della Toscana, nonché di Roma, fu convocato a Forlì, sede di un'antica e fiorente comunità di ebrei: vi si presero decisioni sul comportamento (etico e sociale) che gli ebrei avrebbero dovuto tenere e si inviò una delegazione al papa Martino V per la conferma degli antichi privilegi e la concessione di nuovi. In particolare, si chiedeva di abolire la legislazione antigiudaica voluta dall'antipapa Benedetto XIII (Etsi doctoribus gentium). Martino accolse le richieste del congresso.
Niggun (niggunim al plurale) significa in ebraico: “aria” o “melodia” e si tratta di una forma di canzone o melodia religiosa ebraica cantata da gruppi. È una tecnica del canto, spesso con suoni ripetitivi astratti al posto di una lirica formale. A volte i versetti della Torah, o citazioni da altri testi ebraici classici, sono cantati ripetitivamente così da creare un niggun. Alcuni niggunim vengono intonati come preghiere di lamentazione, mentre altri possono essere gioiosi o vittoriosi. I niggunim sono specialmente importanti nella liturgia dell'ebraismo chassidico, che ha sviluppato le sue proprie forme spirituali strutturate a riflettere la gioia mistica della preghiera profonda, espressa nel devekut (la gioia mistica della preghiera intensa).
Niggunim è un preludio al progetto – curato da Davide Quadrio – che Roberto Paci Dalò realizzerà nell'autunno 2018 per i Musei San Domenico in collaborazione con la Galleria Marcolini. Niggunim è una produzione Giardini Pensili.

L'artista italiano Roberto Paci Dalò (regista, compositore, artista visivo) è un pioniere nel rapporto tra arte e tecnologie digitali investigando in particolare le relazioni tra disegno, suono, teatro, cinema e radio. Premio Napoli 2015 per la lingua e la cultura italiana, ha ricevuto la stima e il sostegno di artisti come Aleksandr Sokurov e John Cage. Ha presentato sue opere presso Biennale di Venezia, Kunsthalle Wien, Power Station of Art Shanghai, Fundaciò Joan Mirò Barcelona, Palais des Beaux Arts Bruxelles, Wien Modern, Ars Electronica Linz, Festival di Locarno, MQ MuseumsQuartier Wien, Charlottenborg Copenhagen, ZKM Karlsruhe, SH Contemporary Shanghai, Opera di Vienna. Guida il gruppo Giardini Pensili co-fondato nel 1985. Membro della Internationale Heiner Müller Gesellschaft di Berlino e della British Cartographic Society, insegna Interaction Design presso UNIRSM dove ha fondato e dirige Usmaradio.
 


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